L’ALTRO VIAGGIO - La danza nella Divina Commedia
La danza non è un semplice ornamento della parola, ma la sua estensione fisica, capace di arrivare dove il linguaggio a volte si ferma: “La danza è il linguaggio nascosto dell’anima” Martha Graham
Martedì 28 Aprile alle ore 10:30, il Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena ha ospitato L’Altro viaggio – La danza nella Divina Commedia, uno spettacolo di Danza diretto da Arturo Cannistà, che ha coinvolto le scuole di danza modenesi aderenti alla Federazione Nazionale delle Associazioni Scuole di Danza. Hanno accompagnato la danza con varietà di stili, le musiche di Antonio Vivaldi, Philip Glass, Michael Nyman, Max Richter, e Arvo Pärt. Le voci di Elina Nanna ed Enrico Vagnini, hanno recitato alcuni versi in sottofondo. La drammaturgia è stata tratta dalla tesi di laurea di Giulia Pugnaghi con il contributo del prof. Giuseppe Ledda.
L’esibizione si inseriva in un più vasto progetto: “Leggere per ballare” ideato da Rosanna Parsi.
Lo spettacolo si proponeva di ripercorrere il viaggio di Dante attraverso le tre cantiche della Commedia, reinterpretandolo con il linguaggio universale del corpo e della danza; dalla selva oscura, alla luce del Paradiso, a sfiorare la visione di Dio, passando per incontri celebri come quello con Paolo e Francesca o quello con Ulisse. Dal punto di vista della struttura, lo spettacolo rispecchia la tripartizione della Commedia: ogni sezione è caratterizzata da un’atmosfera ben distinta.
I momenti più significativi del viaggio oltremondano di Dante sono tradotti in figure coreografiche, offrendo allo spettatore una lettura multisensoriale del poema: movimento, suono e coreografie avvolgono il pubblico in un’esperienza emotiva coinvolgente. I ballerini usano i propri corpi per mettere in scena l’Inferno: le luci sono scure e l’atmosfera è buia e cupa, i loro movimenti sono decisi, pesanti, contorti, pieni di sofferenza; le danze dei dannati si snodano tra le ridde di avari e prodighi, le ronde circolari e le convulse agitazioni dei violenti.
Nel rappresentare il passaggio lungo il Purgatorio, i movimenti dei danzatori diventano man mano più solenni ed esprimono una gioia umilmente festosa, quella del re Davide, che Dante riprende dal racconto Biblico. L’atmosfera del Paradiso è resa con danze corali in cerchio (il simbolo della perfezione divina); la leggerezza e l’armoniosità delle schiere angeliche viene sottolineata da una coreografia chiara e luminosa.
Lo spettacolo nel complesso convince e commuove. La cosa più bella è che sul palco, ci sono molti giovani (e cinque di loro… sono alunni dell’Istituto Corni!): tutti hanno lavorato insieme riuscendo a trasformare le parole antiche e difficili di Dante, in passi di danza che tutti possono capire.

